
L’epigenetica: esiste un forte legame tra stile di vita e il modo in cui i geni si esprimono nella sua salute fisica e mentale e si tramandano.
L’epigenetica è definita come lo studio di fattori esterni o ambientali che attivano e disattivano i geni e influenzano il modo in cui le cellule interpretano ed esprimono il codice genetico: è dunque una scienza che dimostra l’esistenza di un legame molto stretto tra lo stile di vita del cane e il modo in cui i suoi geni si esprimono nella sua salute fisica e mentale.
Epigenetica
L’epigenoma è costituito da gruppi chimici (metilici, acetilici, ecc.) e proteine che possono legarsi al DNA, modificando e svolgendo azioni dirette come attivare o disattivare i geni e controllare la produzione di proteine, in particolare delle cellule. Questo processo può essere vantaggioso o dannoso: la metilazione del DNA aggiunge un gruppo metilico a una parte della molecola del DNA, chiamato “marchio epigenetico”, che impedisce l’espressione di determinati geni mentre la demetilazione fa il contrario. Questi processi non cambiano la sequenza del DNA, ma piuttosto cambiano il modo in cui le cellule usano le istruzioni del DNA. I marchi epigenetici a volte vengono trasmessi da una cellula all’altra mentre le cellule si dividono e possono anche essere tramandati di generazione in generazione.
Studiando la trasmissione dei caratteri tra le generazioni, si è infatti accertato che oltre alla via genetica esiste la "via epigenetica" fino ad oggi poco conosciuta. Secondo questa scoperta le reazioni che un cane elabora e mette a punto a seguito degli stimoli ambientali, faunistici, sociali, famigliari di riferimento (modo di cercare, tecnica venatoria, modalità di interazione con bambini, adulti, disabili, efficacia nelle attività cinofile ecc.) possono essere trasmesse per via ereditaria ai suoi discendenti (che nessuna esperienza hanno fatto). È come se la genetica fosse una sorta di programma ben pianificato su come quel cane dovrà comportarsi nel corso della sua vita, ma in realtà è solo su un piano teorico: sul piano pratico saranno le esperienze, le situazioni in cui il nostro cane imparerà a interagire, a comportarsi, a reagire, a controllarsi, che andranno a stimolare l’attivazione di alcuni geni ed invece l’inibizione di altri geni.
La mia selezione tiene in gran considerazione questo principio per la selezione e la scelta dei riproduttori, che si va ad aggiungere all’accertamento preventivo dei caratteri geneticamente fissati che questi devono possedere, l’esame del pedigree, le prove sul campo, l’analisi dei consanguinei per via verticale ed orizzontale e, soprattutto, dei discendenti dei soggetti valutati.
Come allevatrice orientata alla selezione di cani con una buona attitudine al lavoro in sinergia e complicità con l’uomo (che si esplicita sia in ambito ludico-sportivo che in ambito di utilità come soccorso, pet therapy etc, ma che significa parallelamente selezionare un cane che sarà ugualmente competente nelle interazioni quotidiane in ambito famigliare), non solo svolgo con i miei cani questo tipo di attività (per il loro benessere e per il reciproco nostro divertimento e complicità, ma anche affinchè l’espressione epigenetica di determinate qualità possa poi esser trasmessa alla prole), non solo metto in atto con i miei cuccioli tutta una serie di esperienze, soprattutto precoci, che andranno ad influenzare la manifestazione di alcuni comportamenti, ma ulteriormente scelgo i riproduttori esterni (ovvero gli stalloni esterni all’allevamento) tra i campioni più titolati nelle varie discipline cinofile, anche se il costo della monta è più elevato, e questo secondo due importanti motivi: da una parte è ampiamente dimostrato che i caratteri che hanno consentito al campione riproduttore di emergere nelle attività cinofile si ritroveranno nei discendenti (trasmissione genetica dei caratteri), dall’altra parte ciò deve essere considerato anche come effetto della trasmissione epigenetica: si deve quindi prendere atto che l'epigenetica induce, ad esempio, ad una rivalutazione dell'ambiente in cui non solo vengono allevati i cuccioli, ma anche i riproduttori, in quanto determinati stimoli sono decisivi per l'acquisizione di determinate competenze dei soggetti che in esso hanno fatto esperienza, e perchè queste ultime sono oggetto di trasmissione epigenetica. Sul piano pratico è di tutta evidenza l'utilità di ottenere dei cuccioli già naturalmente predisposti ad esempio ad un ottimo inserimento in famiglia così come ad intraprendere determinate discipline cinofile che si vogliono praticare, se si scelgono i riproduttori che tali caratteri hanno già sviluppato con l'esperienza.
Oltre ad influenzare carattere ed attitudine, come anticipato l’epigenetica ha un peso anche sulla salute e sulla longevità del cane in quanto l’alimentazione, lo stile di vita, i farmaci, i vaccini e gli antiparassitari possono regolare l’espressione dei suoi geni: esperienze ed attività possono dunque cambiare il modo in cui i geni si esprimono, e l’espressione di questi geni può esser infine un importante bagaglio da trasmettere per via epigenetica alla discendenza.
L’alimentazione può influenzare i tratti ereditari e lo sviluppo di malattie? Assolutamente sì!
La displasia, una patologia multifattoriale che risente di fattori genetici e ambientali (epigenetici), è il classico esempio nel Golden Retriever e in tante altra razze di taglia grande. Ancora oggi, infatti, non stata individuata una correlazione tra genitori e prole dopo oltre 60 anni di esami radiografici effettuati (non esiste test sul DNA). Senza prendere in considerazione l’influenza dei fattori ambientali (e quindi anche epigenetici) non si potrebbe spiegare come da genitori, nonni e bisnonni perfettamente sani per quanto riguarda entrambi gli alberi genealogici (HD:A – ED:0) possa nascere un cucciolo che durante la crescita vada a sviluppare un’alterazione articolare (incongruenza) che lo porta a zoppicare. Abbino quindi le mie attenzioni a testare e selezionare i migliori riproduttori, al mio impegno nel formare famiglie competenti nella gestione ottimale del cucciolo in accrescimento (integrazioni, attività fisica, alimentazione etc).
In utero gli studi hanno dimostrato che lo stato nutrizionale della madre, e persino il suo stato emotivo, influenzano lo sviluppo del feto. Alle mamme pertanto viene garantito un cibo di ottima qualità non solo durante lo svezzamento dei cuccioli, ma lungo tutta la loro vita, così come integrazioni specifiche di micro e macronutrienti importantissimi per lo sviluppo fisico e mentale del cucciolo e un ambiente sociale e domestico ideale: infatti un buon esercizio fisico nel cucciolo gioca un ruolo importante quando si parla di teoria epigenetica, addirittura prima della nascita (da qui l’importanza dell’esercizio fisico anche durante la gestazione della mamma).
È stato dimostrato che la dieta e l’esercizio fisico possono causare l’attivazione o la disattivazione di specifici geni sia nei cuccioli che negli adulti.
Gli effetti delle modificazioni epigenetiche sono ovunque: possono includere la postura del cane, come si muove o la risposta alle sostanze chimiche a cui è esposto (cibo industriale, vaccini, farmaci, antiparassitari).









