
Evviva i cani maleducati ed i cuccioli monelli! Quando decidiamo di accogliere un nuovo cucciolo in famiglia, il pensiero più popolare è che il cane debba imparare a comportarsi bene, ad essere educato, a gestirsi secondo quello che viene inquadrato come un "comportamento giusto". Questo punto di vista, totalmente umano (i cani non fanno i dispetti e nei cani non esiste il concetto di educato o maleducato) e che di etologico non ha nulla, presuppone che il cane non sappia come comportarsi, che non sappia cosa fa, che non sappia che cosa sia giusto o sbagliato, che dobbiamo insegnarglielo noi.
Cuccioli monelli e cani maleducati!
Udite udite: il cane sa benissimo come si debba comportare un cane, anche da cucciolo!
Qualcuno ha mai chiesto al cane come si sente quando si comporta secondo quel che lui/lei ritiene giusto? Quali motivazioni lo inducano a comportarsi così? Quale componente genetica?
Per poter dire che cosa sia giusto o sbagliato, bisogna "intervistare" il cane nella sua lingua, tornare quindi alla sua "natura": in questo modo non possiamo noi giudicare che cosa sia giusto o sbagliato e perde di significato gran parte della classica metodologia educativa / addestrativa, che si basa sul "behaviourismo" (ovvero intervenire sulle conseguenze per cambiare il comportamento animale, tramite il rinforzo dei comportamenti graditi e l'inibizione di quelli sgraditi). E se invece noi cercassimo le cause (anziché le conseguenze)? Beh, riusciremmo innanzitutto ad osservare il cane secondo la sua natura e non secondo la nostra.
Sì, i cuccioli sono monelli, ed esprimono il proprio star bene per come la loro natura "comanda". Quindi, non è maleducato il cucciolo che scava in giardino, fa pipì in casa, morde le ciabatte, rosicchia i mobili, rompe i giochi del bambino, mordicchia le nostre mani etc. Erroneamente si pensa che il cucciolo non debba avere certi comportamenti, o di dovergli insegnare a non averli - non è meglio, invece, sapere quali comportamenti sono normali per quell'età e quindi imparare (noi) a gestirli? Osserviamo il cucciolo, capiamo come si sente (felicità, ansia, paura, noia etc.) in quelle circostanze, e capiamo la funzione biologica dei vari comportamenti: certi comportamenti (anche tirare al guinzaglio, mangiare le proprie o altrui feci, annusare ogni cosa in giro etc.) sono comportamenti giustissimi secondo la loro biologia, quindi cerchiamo di capire che per il cucciolo quei comportamenti "strani e antipatici" hanno un senso. Cerchiamo di riconoscerne le motivazioni e gestire determinati comportamenti, anziché insegnare al cane che sono sbagliati!
Per il cucciolo, ogni comportamento ha un significato, non è che possiamo pensare di cambiare ogni cosa che riteniamo sbagliata (noi) mentre per il cucciolo è giustissima. Rubare la borsa o le ciabatte per casa e portarsele in giro, per un cucciolo può essere giustissimo, e soprattutto è un modo appagante per esprimere felicità. Possiamo anche insegnare a non farlo (e non lo farà!), ma il costo sarà anche quello di inibire la sua libertà di esprimersi, non solo con il gesto in sé.
La genetica ci insegna che il cane ha un suo istinto, proprie motivazioni e schemi fissi d'azione ed ha un valore altissimo nei comportamenti animali - cambiare determinati comportamenti non è così coerente con la biologia del cane ed ha comunque un costo altissimo per la sua capacità e possibilità di esprimersi, di essere quello che è. Un cane che fa sempre quello che noi vogliamo, anche appagato dai premietti, anche senza violenza fisica o verbale, non è detto che stia bene, perché magari non può fare quello che è un suo bisogno comportamentale specifico, che è quello che lo fa stare bene.
Il cucciolo deve e può stare bene esprimendo i suoi bisogni, senza intervenire noi nel togliergli repertorio di comportamento.
Non poniamoci sul piedistallo! Il cane sa benissimo come si deve comportare un cane (nessun cane è sbagliato, e solo lui può sapere quale sia il comportamento etologicamente giusto) e non siamo noi che dobbiamo insegnare al cane a comportarsi.


