
Il colostro, per i cani appena nati, è di vitale importanza. Durante la gravidanza canina, infatti, non vi è passaggio di anticorpi dalla madre al feto attraverso la placenta, in quanto la placenta della cagna è di tipo endotelio-coriale: ci sono quindi tanti strati tra il sangue materno ed il sangue fetale attraverso il cordone ombelicale per cui non c’è la possibilità di far passare macromolecole come appunto le gamma-globuline. Pertanto i cuccioli nascono privi di immunità passiva ed è proprio tramite il colostro, il “primo latte”, ricco di energia e immunoglobuline, che gli anticorpi vengono passati alla prole.
È soltanto con le prime poppate che i neonati di cane possono “assumere” gli anticorpi della madre.
Il colostro ha una composizione diversa dal latte stesso, ed è ricco di immunoglobuline A, immunoglobuline M ed immunoglobuline G.
Le immunoglobuline A sono prodotte direttamente dal tessuto mammario e vengono cedute col colostro al neonato; la loro azione si esplica in una difesa di membrana, quindi andranno a disporsi direttamente sulla mucosa dell’intestino e qui proteggeranno l’intestino stesso. Attraverseranno poi i capillari e passeranno nel sangue anche nei giorni successivi e quindi si localizzeranno anche su altre mucose, dall’apparato digerente al tratto respiratorio.
Le immunoglobuline G invece arrivano alla mammella dal sangue materno e nella mammella vengono soltanto stockate e poi cedute col colostro.
Nei primi 21 giorni di vita la mortalità neonatale può essere molto elevata, fino ad un 40% in alcune cucciolate. Purtroppo, di questa mortalità una parte è data dalla cosiddetta “triade” - quindi ipoglicemia, ipotermia, ipossia -, l’altra è data da problemi batteriologici, quindi da infezioni che il neonato non è in grado di combattere ed in questo interviene tanto l’assunzione di colostro.
Nelle situazioni in cui il neonato non raggiunge, attraverso il colostro, una quantità di immunoglobuline superiore almeno ai 2,4 g/L, quel neonato avrà un rischio di morte addirittura 10 volte superiore rispetto ad un neonato che ha raggiunto quel valore di Immunoglobuline.
Diventa quindi fondamentale che i cuccioli assumano in maniera ottimale la giusta quantità di colostro.
D’altro canto però, la natura in questo non ci dà una grande mano, in quanto il passaggio di anticorpi attraverso il colostro è molto limitato nel tempo: se infatti è acclarato che la cagna produca colostro per i primi 2/3 giorni post-partum, è stato però dimostrato che le tight junction, ovvero le giunzioni che tengono vicine le cellule dell’intestino, permangono aperte, quindi lasciano passare le macromolecole ovvero gli anticorpi, soltanto nelle primissime ore di vita. Studi più specifici hanno dimostrato come la maggior parte del colostro passi addirittura ai cuccioli soltanto nelle prime 6 ore di vita (il 40%), dopo di che per altre 6 ore c’è ancora la possibilità del passaggio (circa il 20%) di immunoglobuline, e successivamente alle 18-24 ore di vita c’è un importante decadimento del passaggio. Da questo momento in poi, soltanto le immunoglobuline A verranno in qualche modo utilizzate dal neonato per disporsi a livello di membrane e quindi dare protezione di membrana.
A differenza di altre specie, è stato evidenziato che nella specie canina non ci sia differenza di qualità di colostro tra i vari gruppi mammari (toraciche, addominali, inguinali). C’è però una differenza nella produzione della quantità di colostro prodotto da queste mammelle e, nonostante non sembri che ci sia una scelta definitiva, da parte dei cuccioli neonati, della mammella a cui attaccarsi, c’è comunque una preferenza, pertanto alcuni cuccioli avranno spesso accesso soltanto alle mammelle che producono minor quantità di colostro e poi di latte e quindi in questi cuccioli non è detto che la quantità di immunoglobuline assunta arrivi a garantire il valore ottimale.
Inoltre, a seconda della cucciolata, la cagna stessa può avere delle quantità di colostro diverse, e quindi può essere più o meno fornito e fornibile di anticorpi. Nella stessa cucciolata, è possibile che cuccioli diversi abbiano la capacità di assumere il colostro in maniera diversa.
Se per vari motivi un cucciolo non può assumere nelle primissime ore di vita il colostro, il consiglio è di creare ed accedere alle cosiddette “banche del colostro”, che l’allevatore può garantirsi attraverso la “mungitura” del colostro da precedenti cucciolate e conservare nel comune congelatore domestico, mantenendo inalterate le proprietà anticorpali per almeno 6 mesi.
Altra possibilità è data dal secreto prodotto da cagne durante una pseudogravidanza, che risulta essere molto molto simile al colostro, sia a livello di composizione (quantità di grassi e lattosio) sia per il livello di anticorpi presenti. Anche questo secreto può esser conservato per un utilizzo successivo per cucciolate bisognose e non gestibili in questo senso dalla mamma.
Se non si ha la possibilità di accedere ad una banca del colostro, l’altro accorgimento che possiamo utilizzare è quello della sieroterapia, ovvero si fanno dei prelievi di sangue alla cagna, si ottiene il siero e questo siero può esser somministrato ai cuccioli, sempre nelle prime 6 ore post partum, o per bocca oppure per via sottocutanea.
Se anche questa possibilità non c’è, o comunque per quantità non è sufficiente, esiste in commercio un latte artificiale canino colostrato, prodotto ovvero con aggiunta di polvere di uova di gallina a cui erano stati fatti produrre anticorpi contro Escherichia Coli e Parvovirus. Le galline infettate ovviamente non sviluppano malattia, poiché il Parvovirus non ha come ospite bersaglio questa specie, ma sono in grado di produrre anticorpi contro questi antigeni, che passano correttamente nel tuorlo dell’uovo e quindi in grado di proteggere i cuccioli.
