
Il gioco è un insieme di attività non finalizzate che rivestono, al pari di mangiare e dormire, un ruolo rilevante nello sviluppo comportamentale degli animali.
Etologicamente, la comprensione del comportamento giocoso degli animali è complicata dal fatto che si tratta di un atteggiamento senza uno scopo preciso ma molto dispendioso, quindi si potrebbe dire poco "conveniente" dal punto di vista evolutivo. Si tratta di costi in energia fisica e tempo "perso" in amenità, che aumentano (pensiamo agli animali selvatici) anche la vulnerabilità verso eventuali predatori e pericoli. Pensate ad esempio che l'85% delle otarie sudamericane vengono uccise mentre giocano, anche se le attività ludiche rappresentano solo il 6% della loro giornata!
I giochi sono tutti uguali?
Non tutti i giochi sono uguali. Si distinguono infatti vari tipi di passatempi: motorio, predatorio, con oggetti e sociale.
Il gioco motorio (rincorrersi, saltellare e volteggiare veloci) innanzitutto serve a favorire lo sviluppo muscolare e i processi di maturazione del sistema nervoso. I più avvezzi a questo tipo di gioco sono gli ungulati: nel loro caso c'è da sviluppare velocità e agilità, che diventeranno armi potentissime contro la predazione.
Il legame tra gioco e abilità predatoria non è così ovvio: basta infatti poco agli animali per diventare cacciatori infallibili, caratteristica quindi già innata che non necessita di alcun "training". L'osservazione costante della cucciolata da parte di un bravo e competente allevatore è il punto di partenza per una buona selezione, oltre che per la scelta della giusta famiglia per ogni cucciolo. Il gioco predatorio, inoltre, non smette quando l'età avanza, nè nei nostri "eterni cuccioloni" nè negli animali selvatici: non è raro vedere infatti animali adulti giocare con una preda già morta o indugiare "cinicamente" con una in fin di vita.
Il gioco con oggetti consente all'animale di interagire con l'ambiente facendo esperienze sia con oggetti che con esseri viventi": quanto maggiore è la manualità, tanto aumentano gli svaghi che prevedono l'uso di oggetti.
Il gioco solitario è soprattutto affare di adulti.. umani. Nel mondo animale infatti la ricreazione si fa meglio in gruppo: il gioco serve a rafforzare i legami e a far capire che la cooperazione aiuta a sopravvivere. L'importante è parlare la stessa lingua e lanciare un segnale preciso di non belligeranza. Il gioco sociale favorisce lo sviluppo delle relazioni e della comunicazione e può avvenire tra animali della stessa specie, ma anche di specie diversa: i cuccioli devono giocare all'interno del loro nucleo famigliare, non da soli all'esterno: quello è far passare il tempo, per noia!
Il gioco svolge una funzione biologica vera e propria, visto anche il tempo che i cuccioli dedicano a questa attività. Oltre ad esercitare una serie di abilità motorie, il gioco è uno dei fattori più importanti per stabilire relazioni sociali che dureranno tutta la vita.
Studiare un'attività all'apparenza così frivola come il gioco permette di approfondire il senso di giustizia che vige nella società animale. Nessuno imbroglio è infatti concesso quando si gioca: un segnale preciso definisce quando si inizia a scherzare e si possono abbassare tranquillamente le difese. Banditi, dunque, i morsi dolorosi e le unghiate a tradimento. Il più diffuso messaggio di gioco è una sorta di smorfia a bocca aperta, una sorta di ancestrale sorriso che annuncia: "da qui in poi stiamo giocando", così come l'inchino o lo "spanciarsi" con cui un cane adulto invita al gioco un cucciolo timoroso.
Solo i mammiferi giocano? E solo i cuccioli? Assolutamente no!
I Kea, grandi pappagalli della Nuova Zelanda, che sono veri e propri clown: passano ore a far ruzzolare pietre in pozze d'acqua o a lanciarsele, giocano al tiro alla fune con pezzi di liana, fanno a spintoni costringendo il compagno di giochi giù da un masso e si rotolano a terra spingendosi reciprocamente con le zampe.
I delfini in cattività giocano con qualsiasi cosa si insegni loro. Lontre di fiume fanno alla lotta (per finta) tutto l'anno. I gorilla passano ore a trastullarsi coi più piccoli. Le madri di stambecco scalciano i piccoli più pigri per incoraggiarli.
Gli adulti giocano per intrattenere i piccoli, ma anche fra di loro, probabilmente per rinsaldare e coordinare i rapporti sociali.
Le megattere si esibiscono in vorticosi tuffi per divertimento e corteggiamento.
L'evoluzione dei comportamenti giocosi corrisponde in qualche modo allo sviluppo intellettivo? Esatto: le attività ludiche sono presenti negli animali più evoluti come uccelli e mammiferi e molto meno in pesci, rettili e anfibi.








